Un decesso in famiglia è senza dubbio un’esperienza scioccante, inatteso o previsto che sia, ma quando giunge il triste momento è importante sapere come comportarsi per affrontare adeguatamente la situazione. E’ con questo scopo in mente che Impresa Generali, agenzia di pompe funebri operante a Milano, Segrate, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Milano Due e Sesto S.Giovanni, vuole fornire tutte le informazioni utili per non rendere un momento già estremamente difficile ancora più confuso e spiacevole.

Testamento olografo

Il testamento olografo  è la forma più semplice, economica e pratica di esprimere le proprie volontà, dal momento che non richiede né la presenza di un notaio né quella di testimoni che debbano convalidare le disposizioni testamentarie. Senz’altro la forma di testamento più diffusa, esso deve contenere le volontà del testatore riguardo all’eredità, espresse liberamente, senza cioè dover rispettare particolari formule se non un certo rigore formale.

Oleografia
Il primo requisito del testamento olografo è, come suggerisce il suo stesso nome, l’olografia della scrittura: Essa deve essere composta dalla mano del testatore, con qualsiasi mezzo e su qualsiasi materiale che sia idoneo a tener traccia della scrittura. La mancanza di tale requisito, ad esempio in caso di testamento scritto da un terzo o con macchina da scrivere, comporta la nullità del testamento. Secondo la dottrina maggioritaria, la scrittura deve avere il carattere di abitualità, intendendosi per scrittura abituale qualsiasi scrittura che sia usata con frequenza dal testatore e sia tale da individuarne la personalità.

Data
Il secondo requisito previsto per il testamento olografo è rappresentato dalla data. Essa deve contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno in cui viene composto il documento che racchiude il testamento. La mancanza della data comporta l’annullabilità del testamento olografo. L’Art. 606 , infatti, non inserisce tale requisito tra quelli previsti a pena di nullità. La data è necessaria per stabilire quale testamento prevale fra molteplici versioni scritte nel tempo dallo stesso testatore: il testamento con data più recente è esecutivo e invalida quelli precedenti.

Sottoscrizione
Il Codice Civile richiede che il testamento sia sottoscritto dall’autore dell’atto. La sottoscrizione deve essere autografa, deve essere apposta alla fine del documento, può anche non indicare nome e cognome ma deve in ogni caso essere idonea a designare con certezza la persona del testatore (art. 602 c.c.) L’art. 606 cc prevede la nullità in caso di mancanza del requisito della sottoscrizione.

La donazione

La donazione è il solo strumento giuridico di trasmissione a titolo gratuito di beni da parte di un soggetto vivente e si distingue dal testamento che non produce effetti se non alla morte del suo autore.
Lo spirito della donazione è in realtà il desiderio o l’opportunità di dare qualcosa alle persone a noi legate da affetti o da amicizia.

  • Aiutare i propri figli
  • anticipare la propria successione
  • fare un dono ad un amico
  • ricompensare colui che ti ha reso un servizio
  • partecipare alla realizzazione di un obiettivo di beneficenza

Chi desidera tutto questo può farlo attraverso le donazioni.
La donazione presenta molte caratteristiche.
Le principali sono l’assenza di un corrispettivo ed il carattere tendenzialmente definitivo. Trattandosi di un contratto. L’importanza di tale atto e le conseguenze che ne derivano esigono che questo si debba realizzare seguendo forme particolari.
Chi dona può apporre all’atto di donazione svariate clausole che daranno vita a peculiari fattispecie di donazione.
La donazione è a tutti gli effetti, un atto importante, in quanto comporta il depauperamento del patrimonio di colui che dona(donante) ed il conseguente arricchimento di colui che riceve(beneficiario).
E’ pertanto necessario conoscere preliminarmente tutti gli aspetti e le conseguenze, tanto civili, che fiscali di tale atto.
L’opportunità di una donazione deve analizzarsi caso per caso, avendo presenti i seguenti elementi, che il vostro notaio di fiducia potrà aiutarvi a valutare, e precisamente: il patrimonio del donante, la situazione famigliare del medesimo, le implicazioni sulla futura successione dello stesso, gli aspetti fiscali ed eventuali vantaggi di un simile atto.

Spesso la scelta per la donazione, rispetto ad un altro atto a titolo oneroso si farà nell’ambito di un programma successorio globale e tenendo presente i rapporti che intercorrono tra successione a causa di morte e donazione.

Conoscere il grado di parentela e di affinità

Indichiamo i criteri che il codice civile (art. 74, 75 e seguenti) detta per il calcolo dei gradi di parentela ed affinità.

  • Parenti
    Parentela è il rapporto giuridico che intercorre fra persone che discendono da uno stesso stipite e quindi legate da un vincolo di consanguineità. Sono parenti in linea retta le persone che discendono l’una dall’altra (genitore – figlio), sono parenti in linea collaterale coloro che, pur avendo uno stipite comune (ad esempio il padre o il nonno) , non discendono l’una dall’altra (fratelli o cugini).
    Nella linea retta il grado di parentela si calcola contando le persone sino allo stipite comune, senza calcolare il capostipite.
    Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni salendo da uno dei parenti sino allo stipite comune (da escludere) e da questo discendendo all’altro parente.
    Quindi a titolo esemplificativo sono :
  • Parenti di primo grado
    figli e genitori (linea retta)
  • Parenti di secondo grado
    Fratelli e sorelle; linea collaterale: sorella, padre (che non si conta), sorella;
    Nipoti e nonni ; linea retta: nipote, padre,nonno (che non si conta)
  • Parenti di terzo grado
    nipote e zio, linea collaterale: nipote, padre, nonno (che non si conta) zio;
    bisnipote e bisnonno; linea retta bisnipote, padre, nonno, bisnonno (che non si conta)
  • Parenti di quarto grado
    cugini; linea collaterale: cugino, zio,nonno (che non si conta) zio, cugino.
    La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado.
  • Affini
    L’affinità è il vincolo fra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge (gli affini di ciascun coniuge non sono affini fra di loro). Il grado di affinità è lo stesso che lega il parente di uno dei coniugi e quindi:
  • Affini di primo grado: suocero e genero (in quanto la moglie è parente di primo grado con il proprio padre), suocero e nuora.
  • Affini di secondo grado: marito e fratello della moglie (in quanto la moglie è parente di secondo grado con il proprio fratello) moglie e sorella del marito, etc.
  • Affini di terzo grado: zio del marito rispetto alla moglie (in quanto lo zio è parente di terzo grado rispetto al marito-nipote) etc.
  • Affini di quarto grado: cugino del marito rispetto alla moglie (i cugini sono fra di loro parenti di quarto grado).
    L’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, ascendenti legittimi, fratelli legittimi, collaterali, altri parenti fino al 6° grado.

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